31 Mar

Yes, please; No, thanks!

Yes and No, tutte le novità!

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Yes, please!

Questa settimana voglio essere un po’ cattivo e mettere a confronto due collezioni di due diversi brand, dal mood differente, con una visione e una traduzione stilistica della moda completamente opposta.

L’ho già accennato, la moda è una forma d’arte. Però a differenza di altre espressioni d’arte deve essere venduta ad un pubblico che, anche se vi si avvicina ricercando in essa il lato artistico, necessita comunque di una certa praticità e versatilità; ha bisogno che quello che compra sia indossabile, in quanto un bel quadro lo si appena al muro e lo si ammira, una bel capo lo si ammira ma lo si deve anche indossare! E questo è un po’ il problema che molti trovano quando provano a tradurre nella pratica i pezzi visti sfilare in passerella.

Mi è piaciuta tantissimo la collezione di Moschino ispirata ai cantieri stradali! Una vera e propria genialata! Forse una delle poche traduzioni dello streetwear, in questo caso in senso molto lato, che non mi dispiace. E, come affermato prima, adattare al quotidiano molti dei capi di questa collezione magari non è la cosa più semplice ma vale la pena provare.

E dopotutto la moda è arte: se non è un po’ fuori dagli schemi, anzi, se non ridisegna gli schemi di tutto ciò che siamo abituati a vedere, non sarebbe tale.

Nuova collezione Moschino? Yes, please! Yes, yes, yes!

 

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No, thanks!

La nuova direzione, secondo me prettamente pubblicitaria, che ha deciso di prendere la Peuterey fa della comodità e vestibilità il punto focale dei capi disegnati. E questo non è un male, infondo. “Verità, onestà, utilità: questo è il nuovo lusso” dice la campagna pubblicitaria, e su questo non posso che concordare. Poi però, continuando, si afferma che la “Peuterey è vicina a quanti vivono e non hanno (…) tempo per esibirsi. Persone che hanno bisogno di essere vestite, non messe in costume.” E ancora “la moda, oggi, si è trasformata in fiction. promuove il sensazionale e lo stravagante, e ha smesso di parlare alla gente.”

Non concordo. Affatto. Per le ragioni che ho espresso sopra.

Chanel è riuscita a ridisegnare l’immagine stessa della donna facendo di ogni capo della sua maison un pezzo d’arte. Combinando comfort e moda, bellezza e praticità. Ma Chanel era Chanel. E Peuterey… non è Chanel! (Ve l’ho detto che questa settimana sono cattivo!)

A chi dice che la moda è ridicola e veste chi vuole mettersi in mostra, rispondo… Shut up! Oops, volevo dire… no, thanks!

 

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