11 Mar

Yes, please; No, thanks!

Nuovo appuntamento con Yes&No… drag queen e total orange.

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Yes, please!

Il trend che vi presento in questa prima parte della rubrica, arriva dal mondo dello spettacolo, dell’intrattenimento, e nel suo cammino verso il sociale si incontra (o scontra) con la moda.

Questa settimana è iniziata l’ottava stagione del reality show americano RuPaul’s drag race, che segue, da otto anni ormai, ogni anno un nuovo gruppo di 12 drag queen che competono per il titolo di America’s next drag superstar.

Drag è l’arte del trasformismo: intrattenere, confondendo i ruoli di genere, ingannando l’occhio del pubblico. Fare drag significa allargare i confini di tutto ciò che è definito “bello”, superare le barriere di genere, scoprire nuove espressioni d’arte. E cos’è che fa la moda?

Riprendendo quello che ho scritto venerdì scorso, stabilire il sesso di una persona da quello che indossa è diventato quasi impossibile, e da anni il mondo della moda e quello del trasformismo si stanno avvicinando sempre di più. Non potrei esserne più felice.

Drag? Yes, please!

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No, thanks!

L’ho già detto molte volte, l’innovazione e l’originalità sono caratteristiche da ricercare, sempre. Seguire la moda alla lettera, secondo me, è stupido.

Nelle nuove collezioni PE, abbiamo visto un continuo uso del colore arancio, spesso from head to toe.

Vi prego, pensateci due volte prima di indossare un colore che, onestamente, non sta bene a tutti: perfetto su un incarnato scuro, pessimo sulle pelli chiare.

Prima di seguire questo trend e andare in giro sembrando un’arancia pallida, pensiamoci bene.

Indossare un determinato colore solo perché va di moda? No, thanks!

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