31 Mar

Parole, Parole, Parole

1026 l’inizio a Chicago

Anni20-flapper-girl[1]

Una elegante signora si affrettava per le vie di Chicago. Bella e con le labbra rosse sfoggiava consapevole il suo abito di seta viola dalle linee dritte e incastonate da ricami di perline a forma di fiocco. Il suo sguardo frettoloso penetrava l’interno delle vetrine dei caffè. Non trovando quello che cercava proseguiva per la sua strada spedita, sfilando tra gli uomini attenti.

Oltrepassò l’ennesimo caffè ma trasalì bloccandosi di colpo. Tornò avida alla vetrina del Rent Parties e lo vide. Si sistemò il vestito e i capelli che le incorniciavano il viso in un caschetto nero e lucido, poi prese un respiro ed entrò. La musica impregnava l’aria di vita. La bella donna si avvicinò al tavolo dove Charles Boucheron, l’uomo che cercava, stava sorseggiando pensieroso qualcosa dalla sua tazzina.

Con le cortesie del caso attirò la sua attenzione e chiacchierando frettolosa si impegnò a farsi ricordare, con smancerie e complimenti si sedette senza invito, scusandosi, e con complimenti e apprezzamenti raccontò il suo disagio.

Il signor Boucheron, giovane brillante e ripudiato dal padre, invece che risentirsene dell’invasione della donna fu rapito dalla sua bramosia. Un cappello, un cappello era l’unica cosa che la donna voleva con tutta sé stessa da quel meraviglioso artista che era. Boucheron guardò il viso della donna che cercava di convincerlo a farsene fare uno su misura. La fantasia del giovane stilista era già partita immaginando forse che quel volto fosse un variopinto mazzo di fiori e il vaso che li conteneva, il cappello che voleva fare.

Mentre lei continuava, Boucheron, pensava al tessuto che avrebbe dovuto usare, si chiedeva inoltre se fosse stato il caso di usare piume o perline. La signora, seduta per metà sulla sedia, si sentiva quasi soffocare per la paura del rifiuto. Infine il fiume di parole che le usciva da quelle labbra rosse si fermò. Ora era in attesa di una risposta.

Il viso assorto dell’artista creatore di cappelli sembrava lontano dalle richieste della cliente e questo fece quasi mancare quella energica donna. Quando l’infranta pensava che fosse tutto perduto e che la sua richiesta fosse stata rifiutata dall’artista, Charles Boucheron mormorò qualche cosa riguardo a seta e taffetà nero. La donna comprese che l’artista aveva accettato di fargli il cappello ed era già al lavoro con la mente. Come se fosse tornata ragazzina strillò e felice gli spiegò ogni cosa, sbattendo le ciglia truccate e sognando.

(In copertina: Black and white Flapper girl)