26 Mar

LayOut

Perché una sedia deve essere comoda

Ball Chair - Eero Aarnio

Se vi dico “sedia” voi a cosa pensate in modo praticamente istintivo? Provo ad indovinare: relax, comodità, cibo, compagnia, mare… perché si sa, le persone che vivono nel mondo associano alla parola sedia tutto un universo di idee che riconducono al campo semantico del comfort. Eppure, alle volte, non è così che questo pezzo di arredamento viene declinato.

La sedia è l’oggetto preferito dai designer di tutti i tempi, o almeno da quando il termine design è stato coniato più o meno in concomitanza con la Rivoluzione Industriale, che si sono divertiti a scomporla, renderla quadrata, tonda, sospesa e chi ne ha più ne metta.

Negli anni ’70, ad esempio, la sedia che andava più di moda era la Ball Chairs, una palla (come dichiarato già nel nome) tagliata su un lato e riempita con gommapiuma e tessuti di tappezzeria che avrebbero dovuto rendere confortevole la seduta, il tutto sorretto da un piedistallo in plastica che avrebbe dovuto tenere in piedi la nostra palla. A vederla è bellissima, forme pulite, colori sgargianti e in contrasto tra imbottitura e struttura, però, provate ad accomodarvi nell’incavo a forma di nido che sembra potervi accogliere come un grembo materno… ecco… ora provate ad alzarvi… non ci riuscirete (o ci riuscirete con grande fatica) mentre i vostri compagni di sventura avranno già avvertito i pompieri che arriveranno con tutto l’occorrente per tirarvi su.

Negli anni 2000 il pop ha prepotentemente preso il sopravvento e con esso tutto il filone di design, moda e quant’altro possa essere declinato sotto la voce del verbo “pop”. Nel nostro caso le “sedute pop” spaziano dalle sedie decorate con le immagini di fumetti e supereroi, a quelle tappezzate con motivi floreali un po’ vintage, a quelle che sono nate per accogliere il deretano di chi decide di sedervisi… perché hanno la forma anatomica perfetta per accoglierlo.

In altri e svariati modi le sedie sono state pensate, costruite, forgiate e intagliate nel corso dei secoli, ma, a mio parere, oltre ad essere belle, di design, fatte di materiali strani e all’avanguardia, le sedie devono essere comode e confortevoli, perché ci troviamo a trascorrere la maggior parte della nostra giornata seduti, cercando di rizzare la schiena mentre stiamo alla scrivania del nostro ufficio o accasciandoci su una di esse quando torniamo a casa stanchi.

E non fidatevi di chi vi dice che più le sedie sono scomode più riesci a stare attento e ad assimilare quello che stai ascoltando a scuola, ad una qualche conferenza o ad un meeting di lavoro mentre il tuo capo sta delineando gli obiettivi del prossimo trimestre… non è vero… riesci solo a pensare a quanto sia scomoda quella dannata sedia, di quanto ti fa male la schiena e sperare, con ogni muscolo del tuo corpo, che quello strazio finisca il più presto possibile.

Insomma una sedia è comoda quando riesci, con nonchalance, a schiacciarci un pisolino mentre il mondo attorno a te continua a girare.

 

 

Fabio Novembre – Him&Her – chair 2008