30 Mag

Yes, please; No, thanks!

Yes and No: nuovo appuntamento!

Background-sartoria

Yes, please!

Pur non essendo presenti in tutte le nuove collezioni, si vedono spuntare qua e là dettagli hand-painted (dipinti a mano) che sono certo saranno super in voga l’anno prossimo. Come d’altronde succede con ogni nuovo trend, che viene prima sperimentato dai designer più audaci e se riscontra successo tra i buyers nelle stagione seguenti si vedrà ovunque. L’abbiamo visto con le borchie, che introdotte inizialmente tre anni fa, l’anno scorso erano dappertutto, oppure, quest’anno, col pizzo, o ancora coi dettagli floreali in rilievo.

Associare alla moda un certo lavoro manuale (la cui importanza spesso viene data per scontata) in questo caso con meravigliose decorazioni in colori e motivi altrettanto meravigliosi, è qualcosa che mi fa davvero piacere. Perché un bel capo è ancora più bello se creato dalla combinazione ben equilibrata di manualità e creatività.

Riconoscere l’importanza del lavoro manuale? Yes, please.

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No, thanks!

Che non me ne vogliano i fan di Rihanna, ma questa settimana ce l’ho con lei. Viene da anni ormai (soprattutto in America) riconosciuta come la celebrità meglio vestita. Non concordo, affatto. Non che non mi piaccia il modo in cui si veste, o meglio, il modo in cui viene vestita, ma è proprio la mancanza di uno stile personale che non la rende, ai miei occhi, un’icona fashion. Al contrario, la identifico più come una fashion victim.

Qual è la differenza?

Seguire uno stile personale che sia proprio (l’ho già detto molte volte) è il modo per scegliere, tra una marea di opzioni, quello che ci si addice.

Rihanna è bella, giovane, eclettica e versatile, e proprio per questo viene assalita dagli stilisti che, per ovvi motivi pubblicitari, le vogliono far indossare i propri capi. E così la vediamo un anno rock, l’anno dopo punk, poi si colora i capelli di un rosso accesso e fa la ragazza cool (che ammetto le riesce bene), poi taglia i capelli cortissimi e indossa abiti gender neutral, li fa ricrescere e si presenta al Met Gala sfoggiando una (fantastica) pelliccia che resterà alla

storia per originalità e creatività… insomma, singolarmente (quasi) tutti i suoi look mi piacciono, ma dov’è la coerenza in tutto questo?

Addirittura Lady Gaga, trasformista il doppio di lei, è riuscita nonostante tutti i cambi di look, a definire un suo stile personale. Così come lei, Beyoncé, Madonna, Cher, tutte le icone pop che amiamo sentire cantare ma ancora di più giudicare da quello che indossano!

Bellissima, piena di talento, Rihanna è una vittima camaleontica nelle mani di troppi stylist.

Fashion victims? No, thanks!

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