27 Mag

Le Pagelle della Samy

Meglio una scarpa oggi…

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Questa settimana proseguiamo con la seconda puntata di “che scarpe mi metto?”
La soluzione, come sempre, la trovo passeggiando…e la vedo ai piedi di uomini e donne indistintamente: le espadrillas.

Le espadrillas nascono tra i pescatori della Spagna occidentale e dei Paesi Baschi. Qui, due secoli fa, si intrecciava in corda lo “sparto”, una fibra naturale, per farne le suole di agili calzature di tela. Da allora le portarono e le portano tutti. Uomini. Donne. Contadini e operai. Esponenti del jet set, ma anche intellettuali come Salvador Dalì e lo scrittore Bioy Casares. A Girona, da sette generazioni, i Castañer fabbricano espadrillas, ma l’incontro fatale tra Isabel Castañer e il grande Yves Saint Laurent che avvenne negli anni ’70, fece in modo che le “scarpe povere” si ritrovarono a Parigi in passerella. Oggi si rinnovano nei tessuti e nei materiali. In suede. Pizzo. Denim. A tinta unita. Millerighe. Marinare. (fonte: Nel mondo di B.)

Un po’ di storia

Le origini- Le espadrillas vengono fatte nei Pirenei dell’Occitania e della Catalogna dal XIV secolo almeno, e ci sono ancora negozi nei Paesi Baschi esistenti che fanno espadrillas da più di un secolo. Le espadrillas tradizionali hanno una tela superiore con la punta e tomaia tagliata in un solo pezzo, cucito con un corda unica ai lati. Spesso avevano lacci avvolti intorno alla caviglia per tenere le scarpe al loro posto e sono indossate sia da uomini sia da donne. In Aragona queste scarpe sono chiamati esparteñas. In alcune regioni invece sono anche chiamate alpargatas.

Le espadrillas moderne -Un tempo erano calzature usate dai contadini, poi le espadrillas sono cresciute in popolarità, soprattutto in Catalogna e nei Paesi Baschi, dove molti uomini e donne le indossano durante i mesi primaverili ed estivi. Di solito sono realizzate in Bangladesh o in Spagna. Le espadrillas moderne sono realizzate soprattutto per le donne, anche se vi sono alcuni modelli per uomini. La suola delle espadrillas può essere piana, a piattaforma o cuneiforme, e può essere in fibra naturale o in corda di fibra sintetica, o materiali sintetici flessibili che imitano la corda. La tomaia può essere fatta di qualsiasi materiale, e possono avere punte aperte o chiuse, dorsi aperti o chiusi. Le espadrillas cominciarono a diventare di moda negli Stati Uniti nel 1940. La moda fu rilanciato nel 1980, grazie al successo di Miami Vice, e poi negli anni Duemila. (fonte: Wikipedia)

Devo dir la verità, questo tipo di calzatura non mi fa impazzire, ma riconosco che possano esser comode (se non temete il mal di schiena dovuto ad una suola quasi inesistente) e soprattutto fresche. Ma non sono qui per giudicarne la funzionalità, bensì l’estetica e gli abbinamenti. Perciò…andiamo al sodo!

A quanto pare sì, le espadrillas piacciono  proprio a tutte, esclusa la sottoscritta.

In stili diversi con o senza zeppa, vengono indossate sia da sua altezza reale che dalla scapola più ambita (si è fidanzata dite?)
Beh, le promuoviamo tutte ma con una sufficienza stiracchiata. VOTO: 6

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Stessa cosa vale per la donna più social d’Italia. Belen che, per fare shopping in comodità, sceglie la classica espadrillas bassa.
Qui ovviamente “sembra” essersi messa le prime due cosucce trovate nell’armadio, ma noi sappiamo che non è così. VOTO: 6.5

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Sarò la solita acida ma già faccio fatica a digerirle sulle donne, figuriamoci su un uomo, per giunta con tanto di abbinamenti da indigestione.
Per me questa settimana il bollino rosso va a Lui. Tra la maxibag e il bermudino, spiccano le espadrillas rojas: probabilmente voleva fare pendant con la 500 sullo sfondo. VOTO: 3

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Come sempre una che di stile non ha nulla da imparare ma ne ha da dispensare è Blake Lively, reduce da Age of Adaline qui con un paio di espadrillas classiche portate a mo’ di ciabattina: lo fa con tale disinvoltura che non possiamo non premiarla, ed è talmente stilosa che si merita il podio. VOTO: 7

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