06 Mag

Le Pagelle della Samy

Arsenico e vecchi merletti

copertina

Si avvicina l’estate e con essa il periodo di matrimoni e cerimonie varie ed è da poco passato il classico appuntamento con quello che una volta era un Festival sconosciuto ai più e che invece oggi è diventato simbolo della gentrificazione. Parliamo ovviamente del Coachella Festival a cui persino H&M ha dedicato una linea intera.

In tutte queste occasioni trine, merletti e centrini la fanno da padrone ma, purtroppo, sono tessuti difficili da indossare e per i quali vi sono molte variabili che determinano o meno la caduta di stile.

Un po’ di storia

Il pizzo è un materiale che trae origine dal tessuto a rete che risale a tempi molto antichi. Fino al settimo secolo è rimasta un attività artigianale e serviva quasi esclusivamente alla decorazione degli altari nelle cerimonie religiose. In seguito l’uso dei pizzi si estese all’allestimento dei veli nuziali e altri ornamenti per il vestiario e man mano che queste applicazioni entravano nella moda, sono sorte fiorenti industrie artigianali del pizzo in molti centri europei, da Bruxelles a Venezia passando per la Francia. Soprattutto dalla Francia. Esistono vari tipi di pizzo, spesso riferiti proprio alla località dalla quale provengono. Pizzi di Bieche (fiammingo); pizzi Chantilly (Francia); pizzi Cluny (Francia); pizzi della Duchessa(Belgio); pizzi di Honiton (Inghilterra); pizzi di Lille (Francia); pizzi Maltesi (Malta); pizzi Mechelen (Francia). (un mondo di pazzi per i pizzi,insomma)

Il merletto invece è un tessuto a punti radi, a nodi o intrecci vari, un tempo creato a mano con il tombolo o l’uncinetto e usato solitamente come ornamento per la biancheria femminile. Sinonimo di pizzo e trina, il merletto ha fatto la sua apparizione alla corte d’Inghilterra in occasione dell’incoronazione di Re Riccardo III, ma la sua nascita è più remota, si pensa sia collegata al ricamo ad ago, molto diffuso nei tempi più antichi come si apprende dalle sacre scritture, dai poemi omerici, dai frammenti di pitture egizie, greche ed etrusche.
Nell’800 il merletto registra l’introduzione della lavorazione meccanica, particolarmente in Svizzera a San Gallo per l’appunto, da dove deriva il nome di questa varietà di pizzo di cotone, lino o fibra artificiale.

Il macramè  è un merletto che differisce dagli altri per aspetto e contestura. Esso è solitamente allestito mediante un filato grosso annodato secondo un disegno ampio. Nata come sistema per rifinire e decorare il bordo di un tessuto con frange annodate.

Il crochet prende nome dal gancio per l’uncinetto ,quell’attrezzo dalla punta ricurva che serve per la lavorazione di trine e merletti.(Ultimamente il crochet è molto in voga, ahimè, per realizzare orecchini, collane, borse e strani abiti pieni di prese d’aria)

Fonte: Modabolario di Antonio Donnanno – Ikon Editrice (Tranne ovviamente i testi tra parentesi. Quelli sono tutti opera mia.)

Alcuni utili consigli da tenere in mente per evitare l’effetto centrino della nonna:

Se il filato usato per il tessuto è di scarsa qualità, l’effetto finale sarà un look “centrino di Natale” e non un look da “meravigliosa nuvola fiorita”.

centrinno
Centrino VS. Nuvola = 0-1

Bisogna avere una certa fisicità per indossare un abito lungo in pizzo e soprattutto possedere un’innata eleganza: l’effetto panterona è dietro l’angolo.

fisicita
Sora Cesira VS. Sora Scarlett = 0-1

Le contaminazioni sono ben viste solo quando realizzate da mani sapienti: sì alla scarpa sportiva che sdrammatizza l’elemento pizzo, no allo zatterone stile MoonBoot.

contaminazioni
Chic by Superga VS. Shocking By Paolo Sarpi = 0-1

 

La differenza è nei dettagli: una trama ben bilanciata rende l’abito romantico ed elegante. Il resto è tendina (del bagno).

pizzi
Meravigliosa creatura VS. Meravigliosa tendina = 1-0

L’abbinamento è tutto: una gonna indossata con una felpa stile tomboy è ironicamente sexy,un outfit  pizzo+pizzo+pizzo è decisamente too  much.

pizzopizzo
Londoner Look VS. Bombonier Look = 1-0

Per la nostra runway di questa settimana all’insegna del vedo&nonvedo&nonvogliovede’, ecco quali sono i look premiati con la coccarda del VeryCool e quelli che bruceranno nell’Inferno dei RidiCool.

La cara Kim Kardashian, quando non si appoggia calici di champagne sul davanzale Lato B, sfoggia con dovuto orgoglio il davanzale Lato A. In questo caso però il troppo stroppia: se non fosse “famosa” e ricca, dove potreste trovarla intenta a sfoggiare questo meraviglioso agrrrr look? Lascio a voi l’ardua risposta. VOTO: 5

http://www.dailymail.co.uk/
http://www.dailymail.co.uk/

Che dire. Adoravo questa donna: icona di stile in Gossip Girl ma, cara Leighton, ora non siamo più nell’Upper East  Side vero?E si vede, mon dieu! Questo look da “Jasmine fa un giro nel Red Light District” è decisamente out. Cosa direbbe la nostra informatrice segreta di questo outfit? VOTO: 4

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Leighton Meester

Il caro Marc Jacobs da sempre eccentrico nei suoi look trasgressivi qui, forse, ha osato un po’ troppo. Passi pure il boxer bianco sotto la camicia nera di pizzo – vogliamo vederlo come una fusion tra maschile&femminile – ma la scarpa stile Re Luigi è decisamente troppo. VOTO 4 (per il coraggio)

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Marc Jacobs – Met Gala 2012

Ma saliamo ai vertici della classifica: tra le prime posizioni troviamo questo abito (2013) indossato dalla meravigliosa Jessica Alba, che lo abbina ad una clutch viola firmata Roger Vivier. Che dire? Le trasparenze in questo caso sono vestite con eleganza e semplicità. VOTO:9

Jessica Alba – Elie Saab Couture – 24th Annual Producers Guild Awards – 2013

Concludo con un look che è il degno vincitore della nostra coccarda di VeryCool, perché è un outfit che tutte noi potremmo indossare per un aperitivo (a differenza dell’abito di Jessica Alba). Qui troviamo il giusto equilibrio tra “matrimonio-in-casa-Windsor” della gonna in macramè e il “baby look” del cardigan. Inoltre la pochette optical e le pump borchiate sdrammatizzano l’insieme. VOTO:9

Photo by: Stockholm-streetsyle.com
Photo by: Stockholm-streetsyle.com