13 Mag

Le Pagelle della Samy

A caval donato…

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Passeggiavo per la mia città sabato sera e ad un certo punto noto un ragazzo sulla ventina che ha inevitabilmente attirato la mia attenzione, ovviamente per il suo outfit, come dire…degno di nota.
Non solo indossava una sorta di fuseaux bianco ma, non contento, sopra indossava un pantaloncino simil-basket che neanche Michael Jordan: immaginate la scena.
Come se non bastasse in sua compagnia chi poteva esserci se non una moderna Milady con addosso un baggy pant di dubbio gusto: per intenderci l’effetto finale era quello di un bimbo in età da pannolino.

Descriverei la mia faccia del momento come quella di Drake disgustato dopo il bacio di Madonna al Coachella.

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Avrei potuto (o forse dovuto) scattare una foto, ma ho optato per tener per me tale visione. Grazie a questa però ho avuto l’intuizione per le nuove Pagelle, perciò non tutto il male vien per nuocere.

Pertanto vi introduco il tema di oggi: a caval donato non si guarda in bocca (ovvero baggy pants, pantaloni alla turca e harem pants).

Un po’ di storia

I cosidetti harem pants, sono pantaloni  larghi, lunghi, legati alla caviglia.
Essi venivano anche chiamati ‘gonna-pantalone harem’ e furono introdotti nella moda occidentale da Paul Poiret intorno al 1910 ed erano ispirati a stili del Medio Oriente, o ai Salvar (pantaloni alla turca).
Il termine harem divenne successivamente popolare in Occidente come un termine generico per i pantaloni larghi stretti alla caviglia che suggeriva lo stile turco, o stili simili ai calzoncini indossati nei shalwar asiatici: il Patiala salwar,il dimije bosniaco, il sirwal (indossato dagli zuavi) o il sharovary ucraino.

Nel 1911 il couturier di Parigi Paul Poiret introdusse gli harem pants, sforzandosi di reinventare e “liberare” la moda femminile occidentale.
Il suo “Sultane Style” comprendeva la jupe-culotte o gli harem pants, realizzati con le gambe voluminose strette alla caviglia.
Questi disegni sono stati visti in maniera controversa all’epoca, perché non era usanza che le donne occidentali in genere indossassero pantaloni. Venne considerato immorale e impropriamente sessista questa ispirazione di Poiret agli stili del Medio Oriente e all’immaginario di harem e sultani.
Poiret stesso insistette dichiarando di averli disegnati per la donna chic in modo da sfoggiare “l’armonia della sua forma e tutta la libertà della sua morbidezza natale.”
Nonostante le feroci critiche da altri designer come Jeanne Paquin che espressamente criticò tale invenzione, fu proprio lo stesso Paquin ad esserne influenzato nelle sue collezioni.
Anche se Poiret è spesso accreditato come creatore dei pantaloni per le donne occidentali, il couturier Jeanne Margaine-Lacroix presentò pantaloni a gamba larga nel 1910 assieme ad un couturier suo compagno, Bourniche.
Quindi tali stili vengono accreditati anche a loro sin da quel momento. Fonte Wikipedia  (tradotta dalla sottoscritta, abbiate pietà di me, mi avete pure fatto lavorà…)

I baggy pants sono un tipo di pantalone, la cui particolarità è l’essere grandi oltremisura.
Ispirati al modello dei pantaloni da lavoro, che dovevano essere larghi per garantire comodità a chi li indossava, e ricchi di tasche per facilitare le varie mansioni, i baggy fanno parte principalmente della moda hip hop dei primi anni 2000.
Vanno indossati appoggiati sui fianchi e privi di cintura, lasciando in vista parte della biancheria intima. Erano utilizzati dai carcerati, in quanto questi non potevano indossare cinture per evitarne un uso improprio. Fonte Wikipedia

Ma vediamo subito chi questa settimana salirà sul podio e chi invece lo guarderà mestamente con il broncio.

Il primo modello che vi proponiamo è della serie “Jasmine scansati” usato per lo più dalle ragazze, a parer mio non renderebbe giustizia nemmeno ad una top model. VOTO: 3

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Ho notato con piacere che questi pantaoloni sono molto amati tra le star e la mia domanda è: “Caro Justin-Biberon, non bastava il cavallo basso, NO, dovevi poi anche mettere in mostra il mutandone della nonna?” Questo look potrebbe dare la mano al John Galliano della settimana scorsa e passeggerebbero insieme nel grande viale dorato delle mutande. Ma io dico: dov’è finita l’eleganza? VOTO : 4

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Non è che anche Kevin Prince Boateng, con pantaloncino con cavallo basso+fuseaux faccia questa gran figura. Il soggetto meriterebbe un voto più alto, ma ricordiamoci che noi siamo qui per giudicare il look. VOTO: 5

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C’è invece chi il cavallo basso non ce lo fa notare…il nostro amato Jared Christo Leto (perché siamo impegnate a guardare altro) VOTO: 7
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Signori squillino le trombe, si aggiudica il titolo di  VeryCool della settimana quella strafiga di Alice Basso, tutta Ofelia Boutique vestita, fotografata dalla talentuosa e coloratissima Manu Cheap&Chic. Che dire ragazze: la regola è sempre la stessa, prendete una bella gnocca, aggiungete un pezzo di design, un po’ di colore, et voilà! VOTO: 8

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Insomma ad ognuna il suo cavallo, ma occhio a non cadere dalla sella.

Rimanete connessi, la prossima settimana grandi novità in arrivo!