29 Mag

LayOut

Piccola guida allo straniamento: perdersi e ritrovarsi nel labirinto

copertina

Il labirinto è il luogo in cui perdersi e ritrovarsi, è Alice che incontra il Brucaliffo, è il luogo letterario che ha affascinato le menti di tutti i tempi dall’Antica Grecia, a D’Annunzio fino a Calvino. Nel mondo si sono costruiti nei secoli labirinti di ogni genere e di ogni materiale per deliziare le menti dei potenti e straniarsi dalla realtà, oggi io vi condurrò in un viaggio attraverso i labirinti italiani, un piccola guida turistica per perdersi nelle bellezze del nostro paese alla maniera di Teseo.

Partiamo dal nord est, da Villa Pisani, a Stra (Venezia). La magione che ha ospitato il primo incontro tra Hitler e Mussolini ha, al suo interno, un labirinto di bosso sopravvissuto alle asperità della storia fino ai giorni nostri. Tra queste siepi Goldoni era solito mettere in scena le sue pièce e prima di lui i cavalieri giostravano per la conquista di una dama velata, che mostrava il suo volto solo a chi riusciva a uscire vittorioso dai meandri del labirinto ingannatore.

Il-labirinto-di-Villa-Pisani

Del labirinto di Fontanellato (Parma) ne potremmo parlare per ore. L’editore Franco Maria Ricci ha deciso di costruire il labirinto più grande del mondo e per di più di utilizzare per costruire i suoi vicoli il bambù una pianta difficile per manutenzione. L’opera è stata inaugurata il 29 maggio e già si candida per essere meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Al suo interno si stagliano una biblioteca, una torre e una chiesa. Giusto per non farsi mancare niente.

Montaggio-Labirinto-bassa

L’ombra di Pinocchio aleggia nel labirinto di Villa Garzoni a Collodi (Pistoia). Una scala d’acqua e delle zone d’ombra dove dame e cavalieri, notabili toscani e amanti erano soliti ritrovarsi, nascosti da occhi indiscreti, per scambiarsi promesse d’eterno amore. Ah! Che tempi beati! Oggi ci accontentiamo di sms, email o telefonate, quanto doveva essere romantico perdersi in un labirinto…

giardino-garzoni

Al castello di San Pelagio a Padova non si sono accontentati di un solo labirinto, ma ne hanno voluto ben due. Il primo è il labirinto del Minotauro al quale si arriva dopo molti errori e inciampi. Percorrendolo si incontrano Arianna, Icaro e Teseo in una continua rievocazione del mito cretese.Il secondo è quello degli Specchi, dove il gioco di riflessi rimanda al concetto del doppio che crea straniamento o ai giochi amorosi del perdersi e ritrovarsi: a voi la scelta.

LABIRINTO-MINOTAURO

A Caravino (Torino) c’è il Castello di Masino che conserva al suo interno un labirinto botanico costruito in cerchi concentrici tanto che gli è valso l’appellativo di “Strada dei 22 giri”. Gli anelli concentrici girano e scendono verso la valle infondendo una sensazione di libertà una volata finito di girare. È il secondo labirinto più grande d’Italia per estensione.

Il labirinto Kranzenlhof a Merano è piccolo, certo per estensione non può reggere il confronto con quelli succitati e con quelli che vengono dopo, ma ha una particolarità che lo rendere unico nel suo genere: è costruito di viti. Sìcaste, di piante di vite, quelle che fanno l’uva da cui si produce il vino. Ad aumentare il fascino di questo luogo ci pensano i proprietari viticoltori che invitano periodicamente artisti da ogni parte del globo che hanno il compito di decorarlo ogni volta seguendo un tema prestabilito.

1400602082_D_GartenKraenzel_Labyrinth

Per concludere, una vera chicca italiana: il labirinto del Castello di Donnafugata in provincia di Ragusa. Metri e metri di muri di pietra, i classici muretti a secco che contraddistinguono le costruzioni isolane. Unico nel suo genere, e ce l’abbiamo solo noi!

labirinto-del-castello

“Vorrei una discoteca labirinto
Bianca senza luci colorate
Grande un centinaio di chilometri
Dalla quale non si possa uscire.”

Discolabirinto – Susonica